Giappone: La catastrofe vista da qui

La cucina è allo scuro, illuminata parzialmente dalla luce proveniente dalla mia stanza, il fusuma è aperto.

“Tutto ok il reattore?” chiedo al coinquilino.

“Non cambia da un po’. Ma non starci a pensare troppo.”

“Se continua così io vado via… se venissi anche tu con me? Un letto c’è a casa mia… avresti anche la possibilità di vedere l’Italia”.

“Io sono giapponese. Sono nato qui e morirò qui. In Giappone ci sono tutti i miei cari, voglio morire con loro”.

Il discorso è assurdo, pare uscito direttamente da un anime anni 70… e neanche dei migliori. Ma è un ragazzo di 35 anni che me lo fa. Uno che ora lavora in un negozio di videogiochi usati.

Alcuni giorni prima…

mi trovo al computer, sto leggendo Wookieepedia. Volevo informarmi sugli “shadowports”… l’universo di Star Wars si è fatto molto molto complesso in questi ultimi 5 anni. Ormai ci sono almeno 5 linee temporali diverse, probabilmente di più. La porta finestra che dà sul balcone trema: “E’ il vento” mi trovo a pensare… la finestra è sottile e costruita molto male. Però ho una strana sensazione, come un lieve mal di mare, anche la scrivania pare tremare. Mi volto a guardare il lampadario: ondeggia. TERREMOTO.

Vado in cucina, il coinquilino sta cucinando.

“Il terremoto!”

“Vero?”

“Sì! Guarda il lampadario…”

“Ah, è vero, sta ondeggiando” risponde come se stesse osservando la cosa più naturale al mondo.

“Scappiamo!” dico concitato mentre il pavimento balla.

“Nah! Non preoccuparti”

Rimango di sasso per qualche secondo…

“Oh sta tremando per bene eh?” Dice il coinquilino piacevolmente sorpreso.

“E allora fuggiamo!”

“No vai tu”.

Mi fiondo giù, con le scarpe infilate a metà e la cintura slacciata. Arrivato al piano terra (il primo per il sistema giapponese) mi impalo ad osservare il palazzo come un fesso. Persone che escono dal negozio di fianco mi guardano.

“Tutto bene?”

“Sì, ma c’è stato il terremoto”.

“Ah”, mi dicono sorridendo condiscendentemente.

“Sì, non sono abituato”

Ritorno sopra proprio quando altri stranieri scendono giù.

“Paura eh?”

“No, no, stiamo solo andando a fare una passeggiata…” rido.

Entro in camera e inizio a tenermi informato, scambiando qualche battuta anche col coinquilino. Effettivamente la scossa era forte… mi chiama mia madre, che è molto MOLTO apprensiva. La tranquillizzo quando arriva un’altra scossa. Torno giù

“Sta tremando, scendi?”

“Nah!”

“Ma come cavolo fai a stare così calmo!”

“Sono abituato”

Dopo poco torno su (rigorosamente senza ascensore). I danni paiono gravi, c’è anche uno tsunami e scosse a Tokyo… ma non mi pare una cosa enorme.

Vado al lavoro.

Arrivato, scambio qualche battuta con la segretaria riguardo al terremoto e guardo le immagini in TV.

Effettivamente il danno pare molto più grave di quello che immaginassi. Si parla di uno dei sismi più gravi del secolo.

Torno a casa, tranquillizzo i miei e guardo la rete… inizio a rendermi conto dei danni.

Trascorro il giorno successivo oziosamente. Si parla di danni alle centrali ma non mi pare tanto grave. Nel pomeriggio incontro una conoscente e trascorriamo amenamente il pomeriggio. Mentre ci troviamo in un negozio di strumenti musicali parlando di tastiere elettroniche mi chiama un amico: “E’ una fusione… la situazione è critica!”

Trasecolo. Dico all’amico di tenermi informato su ulteriori sviluppi e gli prometto di andarlo a trovare in serata.

Andiamo a mangiare ramen taiwanese (ottimo) in un piccolo ristorantino. Mentre mangiamo guardiamo la TV. Alcuni degli avventori trovano le notizie sul reattore, ormai preoccupanti, abbastanza divertenti. In particolare gli elmetti indossati dai commentatori. Lo stesso comportamento è stato riscontrato dall’amico che vado a trovare in serata.

Tornato parlo con il coinquilino dell’energia nucleare…

“Il Giappone dovrà cambiare politica sul nucleare” dico.

“E come facciamo? Non abbiamo risorse”.

Inizio a scaldarmi: “Ma coprite solo il 20% del fabbisogno!

“E senza le centrali come faremo a coprirlo?

Non capisce… questa gente non capisce… e non ha idea…

Domenica sera vengo contattato da un amico che mi dice di stare andando all’aeroporto a cambiare gli yen in Euro. Prevede un deprezzamento a breve e danni catastrofici. Non ha tutti i torti e dopo poco mi trovo con un altro amico sul treno per l’aeroporto e un malloppo di banconote in tasca. Chiamo un po’ di gente per dirgli di fare attenzione.

Al ritorno compro una medicina per i gargarismi… Contiene iodio, e potrebbe essere utile.

Sono un po’ preoccupato.

Il giorno successivo mi reco ad una città vicina per insegnare… incontrare un po’ di gente simpatica mi fa sentire meglio. Durante la serata rincontro il mio amico (abita di sotto) e discutiamo delle possibilità. Fuggire sembra comunque un’opzione remota.

Lunedì vado al lavoro e parlo con l’amico tedesco. Le notizie non sono delle migliori. Il mio coinquilino resta scettico e sarcastico. Rifiuta lo iodio. I miei sono sempre più preoccupati e mi telefonano di continuo. Parlare con un amico italiano non mi tranquillizza affatto… anzi per 10 minuti mi faccio prendere dal panico puro.

Preparo il minimo indispensabile per lasciare casa in fretta e furia: Soldi, documenti, telefonino, sigillo personale.

Martedì.

Lavoro di nuovo. La TV non promette niente di buono. La NHK trasmette di continuo pubblicità progresso… atmosfere composte, bambini sorridenti, scenari incontaminati, pupazzetti simpatici che ci spronano a essere più buoni col prossimo, a studiare, ad essere delle persone migliori… il contrasto con la devastazione alla “Mad Max” del nord, e con una crisi nucleare come non se ne vedono dai tempi di Hiroshima e Nagasaki ti fa credere di essere in un film di Terry Gilliam. Informo la segretaria e il boss che potrei lasciare il paese alle brutte. La sera c’è una scossa di terremoto, preannunciata dalla radio. Ormai quegli avvisi di scosse sono un appuntamento fisso… inutile dire che mi terrorizzano e mi fanno osservare il lampadario con apprensione. Ai primi tremori lascio l’edificio di corsa… almeno la volontà è quella di correre, ma il terrore mi morde alla bocca dello stomaco e ho l’impressione di non correre tanto svelto… di essere appesantito dalla paura.

Al convini compro un po’ di razioni di emergenza (patatine e altra spazzatura assortita) e al mio ritorno trovo i miei coinquilini che mi prendono in giro per la mia paura.

“Guarda che l’Italia per te farà un’eccezione e ti lascerà a terra eh?” Sfottono…

Mi chiamano i miei, più preoccupati che mai. Li tranquillizzo dicendogli di aver già fatto le valigie… poi le faccio davvero. Quello che mi terrorizza di più è che questa gente non reagisce. Va tutto bene, le radiazioni vanno bene… qui parlano di self control, io parlo semplicemente di ignoranza.

Mercoledì mattina mi chiama un amico italiano.

“Domenica cosa hai da fare?”

“niente credo, perché?”

“Vado a Osaka per seguire gli sviluppi da lì. Se va male, parto. Vieni con me?”

“Forse sì, ti faccio sapere al più presto”

Durante la settimana avviso gli amministratori che forse lascerò il condominio molto presto, e pago 2 mesi di affitto in anticipo. Mi reco quindi all’agenzia di viaggi per comunicare che forse non acquisterò più il biglietto per quest’estate… mi danno gentilmente un paio di giorni di tempo per decidere. Compro altre provviste.

Sono passate quasi 24 ore. La catastrofe nucleare sembra imminente. 50 persone si stanno immolando per placare il mostro… Questa gente è troppo orgogliosa. Orgoglio che rasenta la stupidità… ma ormai è troppo tardi recriminare. Farò come i topi: Lascerò la nave prima che affondi.

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11 Responses to Giappone: La catastrofe vista da qui

  1. mamoru ha detto:

    Esilio, ma dove stai esattamente?

  2. gentediberlino ha detto:

    Che situazione di merda. Se penso che pure qui in Cermania abbiamo le nostre centrali nucleari (ma a quanto pare la Merkel si sta cacando in mano, quindi forse almeno le vecchie le dovrebbero spegnere) e che in Italia dove putroppo ci sono tutti i mie cari voglio costruirle, mi viene voglia di prendere una mazza e scasciare tutto.
    Un abbraccio,

    Federico.

  3. gentediberlino ha detto:

    Ti abbraccio.
    Tienici informati sulla tua situazione.

    Alessandra

  4. amlo ha detto:

    vai così

  5. l'amico dell'Esiliato ha detto:

    >Farò come i topi: Lascerò la nave prima che affondi.

    Sei un esempio per tutti noi.

  6. S ha detto:

    fai bene ad andare via (suppongo più verso sud), ma inutile tornare in Italia, abbiano centrali dappertutto attorno a noi e fra poco saranno rese attive anche FRA di noi.
    e non oso pensare come le gestiranno gli italiani quando l’emergenza si verificherà (ah, se si verificherà)

  7. gentediberlino ha detto:

    S ma lì si parla di un pericolo immediato, non di uno ipotetico. Anche io me ne andrei a gambe levate dal Giappone mo, però se fai questo ragionamento non puoi scappare manco in Papuasia.

  8. S ha detto:

    no infatti ^__^

  9. BH ha detto:

    Non è che forse molta di questa gente che non capisce, non ha idea, non reagisce, è ignorante e orgogliosa al limite della stupidità semplicemente non ha un altro posto dove andare?

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