
Leggendo questo articolo di Repubblica (giornaletto che spesso non brilla, soprattutto quando si parla di Giappone) mi sono trovato a fare un paio di considerazioni.
Il fatto gli è che come al solito qua si prende il “cazzo per la bottigliella dell’olio”. Il fatto è che si scambia (ANCORA!) il simbolo della schiavitù femminile per qualcosa di sacro, magico, misterioso (e aggiungeteci altri aggettivi a piacere). Mi fa piacere che Renata Pisu concluda con la battuta “[...] la disneylandizzazione del turismo è purtroppo un trend inarrestabile che è stato lanciato proprio dai giapponesi e che ora gli si ritorce contro.” (guardate Venezia… alzi la mano chi vorrebbe finalmente vederla consegnata agli abissi, con mille scuse a quei pochi veneziani che ancora ci abitano), ma tutto ciò non tocca il problema cardine. Le geisha erano delle puttane… al top, ma pur sempre delle puttane, né più né meno. Le storielle che quelle facce di cazzo di yamatologi, di cui Keene è il portabandiera, continuano a ripetere a nastro (erano delle maestre dell’arte, si sceglievano loro i clienti ecc…) sono cazzate buone giusto per le sciacquabicchieri o i “primo anno di giapponese – Nuovo ordinamento”. Il fatto che io debba pagare (una cifra astronomica) per avere compagnia di una che mi versa da bere, mi parli di nulla e danzi per me e solo per me, mi fa venire i brividi (prima) e voglia (poi) di farmi una sega davanti a un porno mentre mi mangio una pizza nel cartone (no, non so con quali mani effettuerò le attività). Le geisha sono diventate come i panda… e menomale! Intanto la prostituzione ha cambiato forme e ha invaso tutta la società tanto è vero che in Giappone più che in altri paesi il detto “tutte le donne sono zoccole” è terribilmente vicino alla verità… l’importante è saperlo e soprattutto conoscere quant’è.






Aprile 10, 2009 alle 1:39 pm |
Esiliato ci parleresti della cultura della prevenzione dei terremoti giapponica (ovviamente da come l’hai vissuta e interpretata tu)?
Qui il nano che ha superato la figura di gheisha con quella di ministro-puttanone non perde occasione per buttare merda sul bel mucchio su cui in parte è scivolato l’Abruzzo…
Grazoe
Aprile 12, 2009 alle 9:28 pm |
Grande esiliato, ed e’ tutto vero!
Scompaiono anche perche’ questo tipo di intrattenimento e’ cambiato nella forma e si e’ massificato. In fondo, perche’ investire in poche professioniste dell’intrattenimento che costano un occhio della testa quando puoi metterne sul mercato migliaia a prezzi un po piu’ bassi?
Nonstante quello che possono dire gli esperti di cultura giapponese, chi ci sta dietro guarda principalmente al quattrino, mica al conservare la tradizione!
Questo mi viene da pensare quando, passeggiando la sera nei dintorni di Sakae vedo queste belle signorine – no anzi, di solito sono davvero gran fighe – splendidamente vestite che accolgono i clienti davanti ai club, e qualche ora dopo li riaccompagnano all’uscita un po’ brilli, inchinandosi profondamente mentre questi si allontanano alleggeriti? Alleggeriti nello spirito, ovviamente……..
Tempo fa vidi sulla tv locale di Nagoya in servizio su queste ragazze, sulla loro vita e su quanto guadagnavano in media. Quelle piu’ brave arrivavano a prendere piu’ dei dirigenti della Toyota, che vi assicuro non prendono poco.
Domandina:
Se le ragazze guadagnano queste cifre, quanto prende il padrone del club??
Aprile 12, 2009 alle 10:55 pm |
lo vedi che quando ti ci metti